Notizie

Oltre 8 milioni. Questo il numero dei sacchetti di plastica che nella sola Europa si disperdono nell'ambiente. Vittima preferita di questo aspetto dell'inquinamento il mare. Un aspetto che innesca una reazione a catene che coinvolge anche le specie animali. Frammenti di plastica sono stati trovati nel 94 per cento degli uccelli marini del mare del Nord e nelle tartarughe. La presenza di materiale plastico nell'ambiente arreca dunque danni all'acqua, all'aria, al suolo. Non solo. Alto impatto negativo si genera anche sotto il profilo economico, in quanto si perdono materie prime, oltre a diminuire gli introiti per l'industria del riciclo.

L'entrata in vigore della legge 123/2017, il cosiddetto decreto Mezzogiorno, approvato lo scorso agosto, ha scatenato non poche polemiche. La più accesa riguarda il costo dei sacchetti biodegradabili che, secondo legge, dovrà essere a carico dei consumatori. La media del costo di questi sacchetti biodegradabili è pari a due centesimi. Secondo una stima realizzata dall'Osservatorio di Assobioplastiche per ogni famiglia il costo oscillerà fra 4,17 e 12,51 euro ogni anno.

L'obbligo dei sacchetti biodegradabili decorre dal 1 gennaio 2018. I sacchetti biodegradabili dovranno essere utilizzati per gli alimenti sfusi, dalla verdura ai prodotti ittici. L'obiettivo è quello di diminuire la diffusione, e dunque la dispersione nell'ambiente, di plastica leggera. Ridurre la plastica è segno di civiltà.

 

 

Gli americani non effettuano la raccolta differenziata. Ma non amano nemmeno le multe. E dimenticando di vivere in Italia, ai vigili preferiscono non rispondere. Dall'integrazione di usi e costumi differenti all'inciviltà spesso il passo è davvero breve. In questo caso ha una lunghezza ed un'altezza: le misure dei cancelli della cittadella militare americana ubicata a Gricignano d'Aversa. E non si tratta nè di barconi, nè di immigrazione che tanto fanno storcere il naso a chi,munito di pregiudizio, crede che dagli americani, invece, si può imparare. Eppure a creare problemi ai casertani, sono proprio i militari statunitensi della Us Navy Support Site, la cui presenza ha sempre inorgoglito casertani e campani.
A guardare i dati forniti dalla società che gestisce i rifiuti a Gricignano pare che i militari non abbiano nessuno intenzione di rispettare le norme ambientali italiane. Nello scorso mese di settembre hanno sì prodotto rifiuti di ogni genere ma eseguito la raccolta differenziata solo per il due per cento al cospetto dei cittadini gricignanesi che ne raggiungono da qualche anno il cinquanta per cento. Una cattivissima gestione che non può essere nemmeno multata, come dovrebbe accadere di norma, perchè pare che i vigili della polizia municipale non possano accedere alla base. Una situazione che appare piuttosto grottesca ma che fa riflettere su svariati punti: la percentuale di raccolta differenziata dell'intero paese cala perchè la bassa percentuale americana ne rovina la media andando ad inficiare sulla tassa rifiuti e  la mentalità americana, tanto conosciuta come civilissima ma forse non sempre aperta al rispetto delle leggi italiane. Il sito militare però non nasce come isola felice dove ogni militare può godere dei diritti dimenticando i doveri, ma dovrebbe rappresentare rigore e rispetto.
Chiara la denuncia del primo cittadino di Gricignano d Aversa, Andrea Moretti che non ha nessuna intenzione di attendere altro tempo. Gli americani devo cambiare atteggiamento, cominciare a  pagare le multe assegnate alla base ed entro il prossimo sette novembre rispondere alla richiesta di un summit proposto dall'amministrazione comunale tra Moretti, il comandante del sito americano ed il comandante dei vigili  mai autorizzati ad entrare nell'area militare. Una guerra incredibile, contro l'inciviltà di chi le norme dovrebbe difenderle.

Carmen Cretoso

Alla comodità e praticità di avere la possibilità di fittare un'auto, anche per un breve periodo, si aggiunge la sostenibilità. Dall'intesa raggiunta tra Spaces e ReFeel eMobility nasce il primo servizio di car-sharing ecosostenibile all'interno di una rete di business center. Il servizio concepito da ReFeel eMobility sarà disponibile per quanti lavorano negli uffici Spaces di Porta Nuova a Milano. Le aziende ed i dipendenti delle stesse potranno usufruire di una soluzione eco-sostenibile e flessibile per muoversi in città. Le auto elettriche potranno circolare anche nel centro storico della città lombarda, così come nelle zone a traffico limitato. Un incentivo ulteriore per utilizzare il servizio di car-sharing ecosostenibile. 

L'area metropolitana di Milano conta oltre sei milioni di spostamenti quotidiani, che nel 56 per cento dei casi avvengono con auto private. Uno dei tassi più elevati d'Europa. In questa statistica si inserisce la visione degli ideatori di spingere sulla condivisione di questi mezzi elettrici per quanti lavorano nello stesso luogo anche per ridurre il traffico.

"Il servizio lanciato oggi nel business center Spaces è una soluzione innovativa ed eco-sostenibile – ha dichiarato Carlo Maria Magni, Amministratore Delegato di ReFeel eMobility – che si propone di incoraggiare gli spostamenti a impatto 0 riducendo i costi di mobilità operativa delle aziende e avvicinando, in modo graduale, le persone alla mobilità elettrica. Attraverso il corporate car-sharing puntiamo a sostituire diedi auto inquinanti con un mezzo elettrico che si ricarica con una fornitura di energia 100 per cento rinnovabile, rendendo ogni viaggio un’esperienza di rispetto per l'ambiente. Siamo convinti che anche questo progetto possa dare un contributo all'obiettivo del Comune di Milano i abbassare del 20 per cento le emissioni di anidride carbonica entro il 2020".

Quando l'amministrazione comunale di Santa Maria a Vico ha chiesto a Let's Do It! Italy di collaborare alla realizzazione de "Il Borgo degli Innamorati" non ha potuto che ricevere una risposta positiva. Un progetto che coniuga cultura e ambiente, storia e rigenerazione urbana è una sfida che ci intriga. Da lì si sono sviluppate una serie di idee che sfoceranno in una due giorni nell'ambito degli eventi della "Settimana della cultura".

"Il Borgo degli Innamorati" farà rivivere il borgo Maielli, una zona del comune di Santa Maria a Vico che si trova nell'area pedemontana a nord della via Appia e raggiungibile in auto da via Loreto, attraversando i suggestivi tre ponti della linea storica della ferrovia Benevento – Cancello – Napoli. L'isolamento della borgata dal resto del comune, dovuto proprio alla ferrovia, ha causato un progressivo abbandono dei luoghi. Col Borgo degli Innamorati quella zona tornerà a vita nuova per due giorni. Un primo passo per far sì che torni a vivere tutto l'anno.

Il progetto prevede una rigenerazione urbana partecipata partendo dalla conservazione della propria unicità, come la presenza massiccia di case a botte, dalla valorizzazione paesaggistica, dalla creazione di piccole occasioni di sviluppo. L'evento, che si svolgerà il 14 e 15 ottobre, vedrà protagoniste proprio le case a botte e gli spazi antistanti alle stesse che saranno rivitalizzati ospitando le eccellenze del territorio, tra arte, musica, artigianato, gastronomia, arte presepiale, ambiente.

Per sostenere il mondo non serve essere un mito. Questo il motto della venticinquesima edizione di Puliamo il mondo. Torna anche quest'anno l'appuntamento con l'evento di pulizia organizzato da Legambiente. Appuntamenti di cleanup lungo tutto lo stivale dal 22 al 25 settembre per l'iniziativa di volontariato ambientale nata in Australia.
Le azioni vedranno protagonisti, oltre ai circoli dell'associazione, scuole, associazioni, comitati di quartiere, comuni. Diverse anche le modalità e le aree che saranno pulite. Dai centri storici alle piazze. Dalle stazioni ai parchi urbani. Luoghi che i volontari armati di guanti e ramazze ripuliranno per fare un gesto concreto a favore dell'ambiente.

Per partecipare alle azioni di Let's Do It! Italy compila il modulo di adesione 

L'area marina protetta più amata d'Italia è il parco marino sommerso di Gaiola a Napoli. L'area marina protetta si è infatti aggiudicata il concorso lanciato nelle scorse settimane da Asdomar e Seac, azienda italiana leader nel settore della subacquea. Le votazioni si sono chiuse questa mattina, premiando la Gaiola tra le ventinove aree marine protette italiane in competizione. Non solo il titolo di area marina protetta più amata d'Italia raggiunto grazie al voto degli utenti su Facebook, ma anche un una donazione di 23mila euro.

"L'area della Gaiola, benché luogo simbolo della costa partenopea carico di storia e suggestioni, prima dell'istituzione del Parco versava in uno stato di degrado e abbandono. Questa vittoria rappresenta una bellissima testimonianza di affetto e di stima da parte della cittadinanza, e non solo, per il grande lavoro di tutela e di riqualificazione dell'area svolto in questi anni dal Parco", ha detto all'Ansa Maurizio Simeone, presidente del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola.

Nonostante la presenza di una significativa presenza di aree marine protette le condizioni del nostro mare sono critiche. Tantissimi sono i riufiuti che quitidianamente arrivano nel mare nostrum. Per questo abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e reagire. Per questo il 15 Settembre 2018 scenderemo in campo per il World Cleanup Day, una mega azione di pulizia in contemporanea in molti 120 paesi che mira a coinvolgere il 5 per cento della popolazione.

Veleno, film sulla terra dei fuochi

"Veleno" racconta sì la storia della terra dei fuochi. Ma si potrebbe utilizzare anche la parola documenta, perché questo film, presentato in questi giorni alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, è un documento di quello che per anni è successo nella cosiddetta terra dei fuochi, in quel territorio che comprende decine di comuni tra Napoli e Caserta. Un territorio che è stato martoriato e che ancora oggi continua ad essere preso di mira. Dal veleno di imprenditori senza scrupoli, ma anche dal veleno mediatico che una certa parte della stampa e dell'opinione pubblica continuano a gettare su chi quei territori li vive quotidianamente. Come ha fatto nei giorni scorsi su Libero Filippo Facci. Gettare fango su un film che racconta questo cancro significa gettarlo su quanti si sono ammalati, quanti hanno denunciato e quanti combattono il fenomeno con le proprie forze.

L'autore del film, Gaetano di Vaio, vuole raccontare la verità senza censure.

Nel film, diretto da Diego Olivares, sono presenti attori del calibro di Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo, Salvatore Esposito, Miriam Candurro, Gennaro Di Colandrea.

Let's Do It! Italy assieme a tanti comitati locali delle varie aree interessate dal fenomeno negli anni ha più volte denunciato ed agito direttamente, ove era possibile farlo. Le denunce sono importanti, ma non bastano. Bisogna scendere in campo e rimboccarsi le maniche. Per questo motivo il 15 settembre 2018 si terrà in 150 paesi un'azione globale di pulizia che mira a coinvolgere il 5 per cento della popolazione. Invitiamo chiunque voglia prendere parte al World Cleanup Day 2018 a contattarci.

Let's Do It! Italy, assieme agli altri paesi del movimento bagnati dal Mediterraneo, aderisce al progetto Let's Do It! Mediterranean dal 2008. Il progetto, che punta alla pulizia ed alla salvaguardia di mari e coste, ha raggiunto in questi anni risultati importanti. Ora si punta a raggiungere risultati ancor più significativi grazie al supporto di Waid, che nei giorni scorsi ha ufficializzato la sua partnership con l'associazione no profit Fispmed, attraverso la quale co-finanzierà il progetto Let's do It! Mediterranean, in vista del World Cleanup Day 2018, la più grande iniziativa di volontariato ambientale promossa da Let's Do It! che coinvolgerà 150 paesi del mondo.

Waid è un brand di occhiali da sole che dalla sua nascita ha deciso di impegnarsi in speciali attività no profit, e ha scelto Let's Do It! Mediterranean come primo progetto da sostenere. Lo stesso nome del marchio deriva dalla fusione di “We Aid”, che significa Noi Aiutiamo. Parte del ricavo della vendita degli occhiali sarà donato per sostenere attività di pulizia delle coste italiane.

«Un traguardo raggiunto che ci riempie di orgoglio. A soli due mesi dal lancio, sono state davvero tante le persone hanno deciso di acquistare un paio di Waid e far parte della nostra mission. É grazie a loro che aiuteremo a rendere il Mar Mediterraneo più pulito», hanno dichiarato i fondatori di Waid.

«Avere un mare pulito è segno di un buono stato di salute. Siamo lieti che Waid abbia scelto di sostenere il progetto Let's Do It! Mediterranean che portiamo avanti dal 2008 che punta alla pulizia di acque e coste. Siamo fiduciosi che col loro supporto riusciremo ad implementare il nostro lavoro a tutela del mare nostro». A dirlo Vincenzo Capasso, coordinatore di Let's Do It! Italy.

Per sostenere il progetto Let's Do It! Mediterranean attraverso Waid è possibile acquistare gli occhiali sul sito www.waidsunglasses.com 

JoomBall - Cookies